
Da qualche tempo ormai non si parla d'altro che di Carla Bruni e Nicolas Sarkozy. Ah, che bella coppia. Un'italiana all'Eliseo. La first lady francese è italiana. Carla e Nicolas a Petra. Carla e Nicolas mano nella mano. L'anello di Carla è uguale a quello di Cecilia, la prima moglie di Nicolas. Nicolas e Carla, Carla e Nicolas. Ci hanno finemente cesellato gli zebedei con questa bella storia d'amore. E oggi invece scopriamo che Carla no, non ha così fretta di sposarsi. Eh, signora mia, Carla non vuole rinunciare alla carriera di cantante, e non vuole sottomettersi alle regole che il ruolo di prima donna di Francia le imporrebbe. Addirittura su SkyTg24 stamattina parlavano di lei definendola la nuova Maria Antonietta. A parte la piccola esagerazione di noi provincialotti, io dico a Carla: senti, non sei Patti Smith, e neanche Madonna. Stai serena, sposati pure, appendi il microfono al chiodo, vai all'Eliseo e fai pure parlare tutti della novella Cenerentola. Noi, con la fine di questo strazio, vivremo di sicuro felici e contenti.
Fine della corsa per il 2007. Sono successe tante cose, in Italia e nel mondo. E come al solito non ce ne rimangono in testa tantissime. Ci pensano i giornali e i telegiornali in questi giorni a informarci come si deve, non dimenticando di sicuro gli eventi mondani più apprezzati, gli scandali più succosi, le intercettazioni, le piccole e grandi cose che non ci hanno cambiato la vita. Io vorrei solo ricordare che qualche giorno fa in Pakistan è morta una donna che lottava per la democrazia, Benazir Bhutto, e che un'altra donna è da anni nelle mani dei suoi rapitori, il gruppo paramilitare colombiano delle FARC. E' Ingrid Betancourt, e mi piace ricordarla per il coraggio che ha avuto nel portare avanti le sue idee. Tempo fa ho avuto modo di parlare con la figlia, Melanie, che dimostra lo stesso coraggio nell'aspettare ancora Ingrid nonostante gli anni. Senza nessun cedimento nell'appoggiare la mamma nelle sue battaglie. Cito queste persone perché la forza e il coraggio lo hanno avuto e lo hanno, ed è questo forse il motore del mondo. Tanti auguri.
Secondo Riza Psicosomatica l'italico aspetta le 12 e 30 per tradire. La sera no, tutti a casa a protestare contro questo mondo che va a rotoli, ma che vergogna, e poi hai visto la puntata di Santoro sui trans che battono? Che schifo, è davvero indecente, le nostre città hanno bisogno di moralità, la famiglia! La famiglia. Ma, appunto, alle 12 e 30 scatta l'ora X (XX). Corna dappertutto: nel motel, in ufficio, in macchina, nel bagno del ristorante. E' tutto un ammallopparsi, un avvinghiarsi senza pietà, tutto un amplesso frettoloso. Dopo, tutti di nuovo a sudare le sette camicie per portare a casa la pagnotta. Per la famigghia. Se però, italiani, volete tradire con destrezza, allora c'è un sito per voi.
Ok, IdoloLocale, saldo i conti. E questo è il mio elenco.
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- Sono cresciuto con una mamma che ascoltava tutto il giorno Radio Montecarlo con una meravigliosa radio a batterie. Il mitico Awanagana. La Radio c’è ancora, la radio l’ho smontata pezzo per pezzo.
- Ascoltare il Ruggito del Coniglio fa curriculum? Chiaro che no. Adesso sarei direttore di una Radio.
- Radio Press, a Cagliari. Ci ho messo piede che lo studio della diretta era più piccolo del mio bagno. Mi dicevano: bravo, vai avanti così. Ma poi per la replica della trasmissione mi facevano registrare le correzioni delle papere.
- La prima volta che ho registrato un’intervista con una ‘Dalet’ in una nota radio nazionale, quella che ha il verde come colore identificativo, ho fatto una marchetta per una nota marca di pasta. Quella che produce anche i famosi biscotti della famiglia felicerrima.
- Sono lento a capire. Solo dopo tre anni di lavoro matto e disperatissimo (sono anche dotto, eh) ho capito che l’assunzione potevo scordarmela.
- Sono lento a capire/2. Solo dopo quei tre anni ho capito che le pacche sulle spalle solo la cosa più ipocrita che ci sia. Se vi ritrovate una mano sospetta sulla spalla, tremate.
- Sono lento a capire/3. Solo dopo quei tre anni ho capito che chi le pacche non te le dà ti è più vicino.
- Sono abbastanza sicuro delle cose che penso per togliermi i sassolini dalle scarpe ogni qualvolta mi diano fastidio.
Come IlMorris, faccio uno strappo alla regola e invito solo Mastella.
Aggiornamento delle 0.48: su sua esplicita richiesta, invito anche Bakis. Quindi, Bakis e Mastella.
Il pensionato che ruba per fame? Una bufala
L'Unione Sarda fa le proprie scuse ai lettori e avvia un procedimento disciplinare nei confronti del cronista
Oh, finalmente un bell'esempio di giornalismo. La passione per la notizia, la ricerca della verità, il servizio nei confronti dei lettori. Per fortuna in Italia nessuno pensa ad abolire l'Ordine, perchè se non ci fosse questa garanzia il mondo dell'informazione cadrebbe nel baratro. Non voglio nemmeno pensare a cosa potrebbe succedere, cose folli tipo inventare notizie solo per vendere qualche copia in più di un giornale. Ma grazie al cielo in Italia questo non succederà. Né ora né mai.
Così il quotidiano L'Unione Sarda spiega oggi in un trafiletto sulle pagine della cronaca di Cagliari come la notizia pubblicata martedì scorso che raccontava di un pensionato di 75 anni costretto a rubare un pacco di pasta per fame fosse totalmente falsa.
Fra l'altro le foto che sono state mostrate del miminimarket teatro della presunta vicenda sarebbero di un panificio situato all'ingresso di Degioz, capoluogo di Valsavarenghe, in Valle d'Aosta.